Mi chiamo Chiara Bellucci mi sono laureata in lettere e filosofia con il massimo dei voti nel lontano anno 2001, quel famoso anno dell’Odissea nello spazio di Kubrick. Diciamo che per me l’Odissea è cominciata immediatamente dopo. A giugno 2001 discuto la mia tesi di laurea sull’evoluzione del concetto di tempo da Agostino alla modernità fino ad approdare alla trasposizione filmica del famoso romanzo di Virginia Wolf “Orlando”. Quindi già dal mio piano di studi si capisce che tipo di personalità ho. A metà tra storia, letteratura e filosofia finisco per approdare al dipartimento di musica e spettacolo (tanto per coniugare interessi storici con la mia passione di girare video e montarli) per rimanere dopo la laurea, all’incirca per un anno, in università presso la cattedra di storia e critica del cinema, ovviamente come assistente fac totum. Ho voluto sperimentare me stessa mettendomi alla prova in vari campi, ma ho sempre trovato il tempo per insegnare, tranne una breve parentesi da recuperare. Sono in possesso di una certificazione DITALS aggiuntiva che mi ha permesso di coniugare l’insegnamento standard allo specifico insegnamento della lingua italiana per apprendenti stranieri in Italia e fuori Italia, in modo particolare studenti giapponesi, lingua che studio con passione e impegno da quattro anni. Nel campo dell’insegnamento dell’italiano a studenti stranieri, collaboro già da due anni con un’associazione e presto servizio presso la scuola media statale Anna Frank di Roma. Per il resto studio, perché il lavoro di un docente non si esaurisce in aula o privatamente ma lo studio non finisce mai, perché c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare o da approfondire. Che altro dire! Supplente a vita, ma felice finché c’è il lavoro, anche se non fisso, va bene. Questione di mentalità e questione di scelte. Al momento una seconda laurea o un dottorato di ricerca non mi dispiacerebbero affatto. Ho quella breve parentesi di tempo di cui vi dicevo sopra da recuperare.